Politica!
September 16th, 2007
Il 12 settembre in un post del nuovissimo forum Ora Basta! scrivevo quanto segue in risposta all’appello di un utente che ci invitava le sue idee/considerazioni per un nuovo partito che possa cambiare le cose.
“Ravvisi, giustamente secondo me, che per quante mobilitazioni si possano creare, sulla rete o nelle piazze, sperare che queste da sole servano a qualcosa, ovvero sperare che i partiti si autoriformino, si autopurifichino, si autoriducano gli emolumenti, è naturalmente utopistico.Per cui, hai ragione, bisogna essere coscienti che un cambiamento per prima cosa prenderà molto tempo, varie generazioni, sarà lento ed anche doloroso, e lo si potrà attuare solo ed unicamente riuscendo ad avere una vera rappresentanza.Quello su cui però dissento è che serva un partito. Un partito politico, per definizione (ed esperienza) si colloca inevitabilmente nella struttura stessa del potere, con una organizzazione che inizia dal vertice della piramide, piramide che si allarga con un angolo molto ridotto.Questo tipo di struttura, per quanto si possa sperare di trovare delle anime candide, è inevitabilmente destinata ad essere distrutta nella questione morale dal potere insito che il vertice di tale struttra via via acquisisce. Tra l’altro, pone come priorità i “problemi nazionali” o di grande rilevanza mediatica e finanziaria.I movimenti, invece, che fanno anch’essi politica, e la possono fare, anche secondo le nostre leggi e la nostra Costituzione, hanno degli obiettivi parziali, locali se vogliamo e quindi già garantiscono oltre che un maggior controllo anche una migliore risposta alle esigenze dei cittadini che, non dimentichiamolo, in primo luogo hanno i loro problemi (urbanizzazione, fogne, spazzatura, delinquenza, eccetera) sicuramente prioritari rispetto “a chi siede in Parlamento?”.
Le liste civiche, anch’esse una possibilità che abbiamo, rappresentano ancora meglio il concetto che a me sembra l’ideale per la (ri)costruzione della scena politica. I cittadini, dal loro stesso rione, iniziano a scegliere i propri rappresentanti che poi vengono scelti per rappresentarli in una lista civica ed infine i migliori (con tanto di un sistema di controllo) che abbiano tra l’altro interpellato i cittadini stessi sulle scelte adottate o da adottare, si costituiscano in un movimento la cui base sarà molto ampia, ed il cui vertice non sarà mai composto da poche persone, senza nessuno (o quasi) a cui rendere conto.
I partiti, così come sono oggi, sono l’espressione chiara di una oligarchia la quale, qualunque cosa se ne pensi, non è democrazia.”
Oggi, nel Blog i Beppe Grillo, vi è il post intitolato I Comuni ai Cittadini che lancia, secondo me, un appello molto sensato e, mi sembra di capire, abbastanza in sintonia con il mio modo di pensare relativamente ad una possibile, vera e fattibile risposta alla situaziane creatasi. Credo fermamente che non ci si possa fermare a crogiuolarsi nel successo della manifestazione e nella condivisione del malcontento, ma che bisogna agire, senza remore.L’attuale, marcio e malato, sistema politico, lo si deve cambiare dal di dentro, agendo però con regole diverse che si basino sull’onestà, la trasparenza, il rispetto e mettendo al centro degli interessi la società.Solo noi possiamo essere gli artefici del nostro benessere. E benessere significa anche, se non sopratutto, vivere in una società nella quale il singolo cittadino si senta tutelato dagli amministratori della res pubblica ed abbia in loro la necessaria fiducia, la quale può nascere solamente dalla possibilità, per il cittadino stesso, di essere il vero e unico giudice dei suoi stessi rappresentanti politici.





