Travaglio, te la do io l’America
September 22nd, 2007Studente arrestato e TASERATO (colpito con la pistola elettrica) ad un discorso di John Kerry per aver posto una domanda
Non mi viene da scrivere nulla. Vorrei mettere un semplice “No Comment” ma non posso, qualcosa devo riuscire a scrivere. Ho un groppo, un nodo alla gola che mi fa spuntare le lacrime e montare una rabbia furibonda. Rabbia di protesta, ma anche violenta, ho voglia di spaccare qualcosa. Tirerò un calcio alla mia malridotta porta. Non si può restare freddi e lucidi dinanzi a certe cose.Le contraddizioni dell’America anche qui si evidenziano. Il Paese citato come modello di democrazia, da Berlusconi fino a Travaglio (che cita l’esempio di Giuliani o le condanne esemplari ai corrotti e corruttori così come ai bugiardi) è anche (e forse sopratutto) questo.Il paese che in assoluto è il maggior responsabile di guerre e morti in tutto il mondo. Guerre e morti voluti e portate avanti per pure questioni economiche mascherate da idealismo democratico. E’ anche il paese dove si può attuare la pena di morte, cazzo.Ci pensi Travaglio quando cita l’America. A Piero Ricca è successo “solo” di essere stato denunciato per aver dato del buffone a Berlusconi.Questo ragazzo non ha fatto nulla, ha solo posto delle domande (ammesse ed educate) ed è stato trattato da quegli sgherri bastardi alla stessa maniera con la quale gli squadristi trattavano gli italiani che non facevano il saluto romano o allo stesso modo con cui le SS trattavano chi non pronunciava “Heil! Hitler”. In fondo, almeno da questo punto di vista, scene così da noi è moltissimo tempo che non se ne vedono (Genova non è paragonabile come contesto).La stampa americana è più libera, ma la società americana, pur potendo vantare un diritto d’informazione superiore al nostro deve convivere con fenomeni come questi, nonostante le marce e le proteste.
E qui un’altra perla similare della polizia americana: Arrestata e brutalizzata a colpi di scariche elettriche





