Cosa è l’infinito nella finitezza dell’umano…
November 27th, 2008 - Posted by Silvia Scrivi un commento…Non si può sondare l’infinito senza prendere consapevolezza dei limiti che avviluppano di per sè “l’umano” inteso come elemento chiave dell’essere fattosi esistenza (possibilità di rapporti che l’uomo può determinare). I limiti evidenti si concentrano su due astrazioni concettuali rovesciandoli immediatamente su dimensioni materiali: lo spazio ed il tempo. Di entrambi se ne potrebbero descrivere e circoscrivere gli aspetti, tuttavia è il tempo ciò che condiziona maggiormente lo svolgersi dell’umano.
Non vi è infatti un tempo che possa “segnare” il tempo dell’Anima, eppure nell’esistenza ogni rapporto è misurato in base ad un tempo meccanicistico scandito in secondi, minuti, ore, giorni, mesi, anni…
Un finito che ha la pretesa di racchiudere in sè l’infinito delle mille sfaccettature - anche le più insondabili - che fanno vibrare l’Animo umano…Ciò che Heidegger chiama esistenza inautentica dove la comprensione ontica rende centrale il mondo come dato: un’esistenza che obbedisce al “si dice”, al “si fa” ed abbandona la “cura” intesa come totalità delle strutture dell’Esserci.
Cosa è, dunque, l’infinito nella finitezza dell’umano?
Forse è collocarsi in una dimensione temporale meccanicistica strutturando come prioritaria la dimensione atemporale dell’Anima ed ingannando il tempo e le strutture cronologiche rendendo qualità monadica al proprio svolgersi nel Tempo?…
Il superamento di un limite è sempre tensione verso l’infinito e l’Amore è di per sè infinito…





